ARCO DA VIOLINO JOSEPH ALFRED LAMY 1915; LE CONSEGNE

Questa settimana è stata veramente prolifica e generosa. Nel giro di pochi giorni ho avuto la possibilità di fotografare cinque archi veramente  molto interessanti. Il primo che vi presento, oltre ad essere il più recente del lotto, mi da la possibilità di descrivere come avveniva il cambio di consegne tra generazioni; anche se in questo caso purtroppo non andò a buon fine.

Arco da violino Joseph Alfred Lamy "père" - 1915

L'oggetto preso in esame, è stato certificato dal M° J.F. Raffin, attribuendolo al capostipite della famiglia Lamy; Joseph Alfred père, ed in un certo senso concordo con l'analisi del mio illustre collega, ma mi permetto di fare alcune piccole osservazioni.

Se si guarda il lavoro fatto sulla testa, è impossibile non riconoscere la mano di Joseph Alfred père. Anche se i suoi figli seguirono le stesse orientazioni stilistiche, le diverse mani sono comunque chiaramente visibili, e non c'è alcun dubbio che la testina di questo arco sia originale del padre.

La classica apertura del giro dello smusso; la linea della faccia laterale dell'ottagono che si alza nell'ultimo centimetro per andare a raccordarsi con lo smusso; l'arrivo sulla casetta in avorio molto più accentuato che negli archi dei figli, tutti questi particolari dicono chiaramente che la testina è puro Lamy père. 

Oltre alle caratteristiche peculiari di questo autore, salta immediatamente all'occhio, sia guardando la lavorazione della testa, ma in special modo quella della bacchetta, un incertezza nel tratto non tipica di Lamy.

Anche in questo caso concordo con il certificato. Il motivo della non precisione dei tagli, per uno come Lui solitamente molto pignolo, viene svelata dall'anno di costruzione.

Il certificato riporta 1915, l'ultimo, per non dire ultimissimo periodo della vita lavorativa di Joseph Alfred Lamy, che all'epoca aveva sessantacinque anni; non pochi per gli inizi del '900.

Fin qui tutto bene; grazie a tutti questi indizi, anche io avrei posizionato questo arco nell'ultimo periodo di Lamy. Anzi no, avrei attribuito la "bacchetta" a quel periodo dell'artigiano, perché per il nasetto il discorso cambia; e non solo quello.

Anche il nasetto rispetta le linee stilistiche di questo autore, ma mentre per testa e bacchetta, periodo sembra essere giusto. Altrettanto non si può dire per il nasetto, dove il buon Lamy pare essere ringiovanito di almeno vent'anni.

Il diverso livello di precisione, va ricercato, nello sviluppo di queste famiglie artigiane. Come sapete Joseph Alfred aveva due figli che, almeno finché gli fu permesso, portarono avanti la professione paterna; Hippolyte-Camille e George Lèon.

I figli si facevano iniziare ai tredici o quattordici anni con lavori semplici e mano a mano che imparavano li si coinvolgeva sempre di più nella vita attiva del laboratorio; proprio in quegli anni, in profetica previsione della fine, morirà nel 1919, Joseph Alfred stava passando le consegne al figlio più vecchio, Hippolyte Camille.

Va da se che alcuni lavori eseguiti dai vari componenti della famiglia non sono di semplicissima attribuzione, se non dopo la dipartita del capostipite, quando spesso linee stilistiche e lavorazioni cambiano in modo radicale.

In più, ed è questo secondo me il caso, spesso gli archi venivano costruiti in collaborazione tra padri e figli. E' questo il motivo, a mio parere, della maggiore precisione di lavorazione del nasetto rispetto alla bacchetta.

Tra i due mi sento di attribuirlo a Georges Lèon, figlio più giovane e talentuoso, che il mondo dei musicisti non ha avuto modo di conoscere approfonditamente, perché morì in età molto giovane sul fronte della prima Guerra Mondiale.

Quello che me lo fa affermare è in primo luogo una linea della gola dei nasetti di Hippolyte Camille, molto più proiettata verso l'alto rispetto a quelli del padre e del fratello. Secondariamente anche la precisione con la quale è eseguito lo avvicinano di più a Georges Lèon, che possedeva una capacità manuale superiore a quella del fratello.

Naturalmente l'arco è, e rimane Joseph Alfred Lamy père, e bene ha fatto il M° Raffin ad attribuirglielo perché la parte più importante dell'arco, la bacchetta, è Sua.

Il mio è solo un piacevole passatempo!

Specifiche e misure:

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Approfondimenti:

JOSEPH ALFRED LAMY père; L'ANELLO

LAMY; UN PADRE, DUE FRATELLI, UN CUGINO, E UN INTRUSO!

JEAN-FRANCOIS RAFFIN; L'ELETTO

A presto

Paolo